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RESPONSABILE

Natasha Atrei

STRUTTURA ASSISTENZA DOMICILIARE

n.3 Operatore OSS, Operatore Socio-Sanitario)
(Ex Adest e Ota) Part time (12 ore)

Totale Persone Servizio Assistenza Domiciliare: 3

Le tendenze in atto nella struttura demografica del Paese evidenziano un elevato tasso di senilizzazione ed una speranza di vita dalla nascita di 80 anni con una sempre maggior presenza di anziani ultrasessantacinquenni nella società Vi è inoltre un graduale aumento di quelle componenti della popolazione anziana per le quali  deve essere garantito un alto grado di tutela sociale.

L’invecchiamento della popolazione porta ad un aumento della solitudine della condizione anziana, mentre le modifiche della struttura e dell’organizzazione familiare rendono critica la permanenza al domicilio. Infatti la diminuita estensione della struttura delle convivenze  e la diminuita permanenza nello stesso nucleo dei familiari componenti tendono a far scomparire per molti anziani il sostegno della famiglia ancora esclusiva agenzia erogatrice dell’assistenza geriatrica.

La senilizzazione della popolazione rende molto accentuata, all’interno della struttura economica, la polarizzazione tra popolazione attiva e anziani usciti dal sistema produttivo.

Permane, e purtroppo aumenta, la correlazione tra vecchiaia e malattia, tra vecchiaia e dipendenza, che rende all’interno della popolazione globale la minoranza degli anziani componente maggioritaria degli “utilizzatori” dei servizi socio-sanitari.

Si mantiene elevata la correlazione tra invalidità e vecchiaia.

Rimane, e non riesce a essere sufficientemente compensata dal nostro sistema previdenziale, la correlazione tra vecchiaia e povertà che purtroppo aggiunge alla non autosufficienza funzionale la non autosufficienza economica.

OBIETTIVI GENERALI

Un progetto di assistenza domiciliare deve porsi come obiettivo primario di migliorare la qualità della vita della persona anziana, consentire la permanenza nel normale ed abituale ambiente di vita e di ridurre le esigenze di ricorso a strutture residenziali. Un servizio che funziona può prevenire processi di autoemarginazione e realizzare una migliore integrazione sociale incentivando un ruolo più adeguato ed attivo dell’anziano

Il servizio deve tendere al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di sicurezza sociale, delle esigenze vitali e di quelle abitative garantendo a tutti i cittadini in difficoltà risposte globali, in termini di assistenza sostitutiva e integrativa delle cure familiari, ai bisogni che attengono sia alla difesa della salute, sia al supporto domestico e relazionale-affettivo, sia al rispetto ed alla valorizzazione delle esigenze personali e di quelle dell’ambiente naturale di vita.

Un obiettivo essenziale che questo servizio si deve porre è quello della qualità , non c’è efficacia se il servizio non produce qualità.

La efficacia di un servizio può essere considerata la qualità oggettiva che è solo un aspetto fondamentale della qualità, ma insufficiente, ma esiste anche una qualità organizzativa, cioè una qualità connessa al modo in cui è organizzato un servizio, cioè la qualità soggettiva, legata alle caratteristiche dei soggetti, alle relazioni tra le persone. La qualità soggettiva è il cuore della qualità, la vera qualità.

MODALITA’ E STRUMENTI

Bisogna essere capace di gestire la verifica e per far questo ci vogliono strumenti adatti a verificare.

Molto spesso i vari servizi che si offrono ai propri utenti non presentano un’offerta chiara e dettagliata.

Un buon controllo di gestione deve prevedere soluzioni diverse. Va redatto una specie di listino in cui si dice molto chiaramente qual è l’offerta del servizio domiciliare, spiegando le finalità e le prestazioni del servizio. In pratica si deve offrire all’utente un contratto preciso, una carta dei servizi. Il cosiddetto listino diventa un elemento di grande chiarezza per tutti.

Perché il listino possa essere un valido strumento di verifica, bisogna che il servizio lo formuli non solo in funzione dell’utente, ma anche in funzione dell’organizzazione stessa.

Occorre una formulazione molto dettagliata e fatta in modo che consenta una misurazione delle prestazioni. Per l’uso interno bisogna che il listino venga approfondito, articolando le varie prestazioni in una serie di attività dettagliate, con indicazioni delle persone che devono intervenire, dei materiali da utilizzare, dei tempi da impiegare, dei costi da prevedere, ecc.

Questo deve essere il cuore del controllo di gestione. Oltre alle prestazioni tipiche del servizio di assistenza domiciliare, di cui parleremo in seguito, si dovrà puntare sulla interdisciplinarietà degli interventi necessari per una presa in carico globale delle problematiche degli utenti tramite una mirata erogazione di aiuti che possano garantire un tenore di vita dignitoso. Si potranno programmare quelle  attività che mirino ad incentivare la partecipazione dell’anziano alla vita sociale, culturale e ricreativa mantenendo quindi un ruolo attivo e nel contempo rivalorizzare il territorio locale attraverso le attività dei Centri Sociali di  Terracina per consentire agli anziani di vivere la propria stagione di vita con serenità mediante una rete di amicizia, contatti e rapporti dentro il territorio  in cui hanno vissuto da sempre.